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Le tre città di fondazione

Il territorio dell'Agro Aquileiese si caratterizza per racchiudere al suo interno frammenti di epoche storiche lontane e molto diverse tra loro. A distanza di pochi chilometri coesistono tre città di fondazione, ognuna risalente a un differente momento del passato: Aquileia al periodo romano, Palmanova a quello rinascimentale e Torviscosa all'epoca moderna. Due delle tre città (Aquileia e Palmanova) hanno altresì ottenuto un importante riconoscimento: sono Patrimonio mondiale dell'Unesco.

Con l'espressione città di fondazione vengono identificati i nuclei urbani e abitativi nati non spontaneamente, ma sulla base di un precisa volontà politica e di un progetto urbanistico e costruiti nella parte fondamentale, detta "nucleo di fondazione", tramite un intervento unitario di solito realizzato in tempi brevi e con una precisa conformazione geometrica spesso caricata di significati simbolici e modelli ideali.

AQUILEIA

foro romano di Aquileia

Le recenti scoperte geoarcheologiche hanno permesso di risalire al periodo in cui il territorio di Aquileia fu colonizzato per la prima volta: è emerso un vasto insediamento protostorico del IX secolo a.C., sorto nelle vicinanze di un fiume che venne successivamente regimentato e reso navigabile dai romani, nel II secolo a.C. L'anno esatto della fondazione della colonia è il 181 a.C., momento in cui l'insediamento preesistente venne organizzato da un punto di vista viario, agrario e fluviale, ponendo le basi di quella che un giorno sarebbe diventata la capitale della decima regione dell'impero romano, la Venetia et Histria.

Il periodo di maggiore splendore per Aquileia fu il IV secolo d.C., contraddistinto anche religiosamente dalla costruzione della grande chiesa cristiana di Teodoro. Aquileia, centro militare, commerciale e religioso, era divenuta una delle principali cittadine dell'Impero Romano, dopo Roma, Antiochia, Alessandria, Milano e Pompei, collegata al resto dell'Italia e con il centro Europa (via Annia, via Postumia, via Gemina, ecc.) e posizionata in prossimità dell'Adriatico, come viene descritto nella Tavola Peutingeriana (fine IV secolo d.C.). Aquileia viene rappresentata come una città ben difesa da torri e mura possenti, centro nevralgico del dominio romano. L'opera che sancì l'ingresso di Aquileia tra le più importanti città dell'epoca fu indubbiamente il grande bacino portuale, largo 48 metri e lungo oltre 400 che fece diventare il territorio fiorente e prosperoso, alla pari di Milano, Capua e Pompei.

A testimonianza del periodo di maggior splendore oggi possono essere visitati:

Sito patrimonio UNESCO

Il Comitato del Patrimonio Mondiale dell'Unesco riunito a Kyoto (Giappone), nel corso della sessione del 30 novembre - 5 dicembre 1998, deliberò l'iscrizione dell'Area archeologica di Aquileia e della Basilica Patriarcale nella Lista del Patrimonio dell'Umanità. I criteri di iscrizione individuati dal Comitato sono:

  • Aquileia è stata una delle più grandi e più ricche città dell’Antico Impero Romano;
  • Poichè gran parte dell’antica città è rimasta intatta e ancora sepolta, è il più completo esempio di una città dell’antica Roma nell’area del Mediterraneo;
  • Il complesso della Basilica Patriarcale di Aquileia è la dimostrazione del ruolo decisivo nella diffusione del Cristianesimo nell’Europa nel primo Medioevo.

Fonti:

www.comune.aquileia.ud.it

http://www.sitiunesco.it/?p=15

https://www.fondazioneaquileia.it

PALMANOVA

veduta aerea di Palmanova

Palmanova fu costruita per volontà della Serenissima Repubblica di Venezia a difesa dei suoi confini orientali in Friuli, contro le incursioni dei Turchi e rimane ancor oggi per la conservazione del suo sistema fortificato ed urbanistico, un "unicum" in ambito europeo. Trattandosi di una città di fondazione ha una precisa data di nascita: il 7 ottobre 1593. Tale data fu scelta dai rappresentanti della Repubblica di Venezia in quanto ricordava due eventi importanti nella storia della repubblica, il primo, di carattere religioso, era la ricorrenza di Santa Giustina, che diventera’ patrona della nuova città, il secondo, di carattere civile, era l’anniversario della vittoria di Lepanto sui Turchi il 7 ottobre 1571. Il Senato della Repubblica, da un punto di vista strategico, decise la costruzione della fortezza in un punto vicinissimo al confine con gli Asburgo in una lingua del territorio compreso tra Udine e Marano Lagunare, entrambe città fortificate in mano a Venezia, incuneato in territorio austriaco. Alla realizzazione del progetto prese parte una squadra di ingegneri, trattatisti ed esperti architetti militari facenti capo all'Ufficio Fortificazioni di Venezia, tra i quali il soprintendente generale Giulio Savorgnan, principale progettista della cittadina.

Palmanova rimase per piu’ di duecento anni sotto il dominio della Serenissima (1593-1797), fino a quando il generale Bonaparte la conquistò; a questo periodo risale la terza cerchia di fortificazioni con le lunette napoleoniche, chiaramente visibile dalle foto satellitari della cittadina. Dopo il trattato di Campoformido (1805) la fortezza entrò nell’orbita dell’impero austriaco e ne fece parte fino al 1866, quando Palmanova venne annessa al Regno d'Italia. Durante il primo conflitto mondiale la fortezza fu centro di smistamento e rifornimento per le truppe sull'Isonzo, nonché sede di un ospedale da campo. Dopo la rotta di Caporetto, teatro di una grave sconfitta militare, Palmanova fu incendiata dalle truppe italiane in ritirata. Alla fine della seconda guerra mondiale l'arciprete Giuseppe Merlino fece recedere i tedeschi in ritirata dalla decisione di far brillare i depositi di munizioni ed esplosivi, operazione che avrebbe probabilmente causato la distruzione di gran parte della città.

Dal 1960 Palmanova è monumento nazionale, a seguito di decreto del Presidente della Repubblica. Il 9 luglio 2017 Palmanova è entrata a far parte della Lista del Patrimonio Mondiale dell'UNESCO, all'interno delle "Opere di difesa veneziane costruite tra il XVI ed il XVII secolo".

Le principali attrazioni di Palmanova sono:

  • Civico Museo Storico
  • Museo Storico Militare
  • Le porte della città (Udine, Aquileia o Marittima e Cividale)
  • Le mura della fortezza
  • Il Duomo
  • La Polveriera Napoleonica
  • La Loggio della Gran Guardia
  • La Caserma Difensiva Napoleonica di Baluardo

Fonti:

www.palmanova.it

www.comune.palmanova.ud.it

TORVISCOSA

ingresso alla fabbrica

Torviscosa viene costruita in un anno circa, tra il 1937 e il 1938, su progetto dell’archietetto Giuseppe De Min. Fu commissionata dal governo Mussolini con il preciso scopo di realizzare da zero un centro industriale di primaria importanza per la trasformazione delle fibre di una specie di canna infestante, abbondantissima nella zona, in cellulosa e in fibra tessile: la cosiddetta viscosa. L’intera lavorazione venne assegnata alla società SNIA, che assunse il nome di SNIA Viscosa, e la stessa cittadina prese poi il nome dalla fibra artificiale.

In questo modo nacque Torviscosa, città-fabbrica “di fondazione”, caratterizzata dagli stili architettonici cari al regime fascista e con una piazza ispirata a quelle metafisiche di De Chirico. Il nuovo insediamento residenziale, che ingloba il precedente borgo settecentesco chiamato Torre di Zuino, è collocato di fronte all'imponente stabilimento industriale costruito contemporaneamente e che domina ancora oggi col suo profilo il centro abitato, non lasciando dubbi sulla funzione della città.

Sia lo stabilimento della viscosa che gli edifici pubblici hanno facciate in mattoni rossi a vista, e sono disegnati secondo i canoni dell’architettura razionalista. Particolarmente impressionanti sono le due torri per la produzione di bisolfito di calcio, alte 54 metri, dall’aspetto ancor oggi riconoscibile di fasci littorii.

Il grande piazzale di ingresso all’abitato è dominato per metà dagli edifici connessi all’attività industriale e dal grande edificio di rappresentanza del CID (Centro Informazione Documentazione), costruito dalla SNIA agli inizi degli anni Sessanta come biglietto da visita della città industriale e luogo di ricevimento delle delegazioni straniere. Accanto al CID si innalza la torre panoramica, alla cui sommità si apre un vano quadrangolare con funzione di belvedere, un tempo salottino per gli alti dirigenti della SNIA che qui accoglievano gli ospiti per offrire loro un punto privilegiato d’osservazione sulla città e l’intero territorio circostante. L’altra metà della piazza si configura come uno spazio sociale, ospitando il teatro e l’edificio del dopolavoro ristoro. Il piazzale, oggi dedicato a Franco Marinotti, fondatore della città e all’epoca amministratore delegato e poi presidente della SNIA, si chiamava in origine “piazza dell’Autarchia”, per sottolineare che l’intero insediamento industriale e urbanistico era stato pensato in funzione del modello economico del regime.

Accanto allo stabilimento, architetti e ingegneri disegnarono e fecero costruire la nuova città, immaginata per espandersi e ospitare fino a 20.000 persone e organizzata per aree funzionali. L’impianto urbanistico originario è ancora sostanzialmente intatto, perché lo sviluppo successivo ha riguardato solo la zona posta a ovest del centro originale. Si riconoscono quindi ancora le varie zone funzionali che formavano la città di fondazione:

  • gli spazi del lavoro: la fabbrica, la mensa degli impiegati, la mensa degli operai
  • gli spazi pubblici civili: la piazza con l’edificio e la torre del Municipio e di fronte le scuole
  • gli spazi per il tempo libero: per lo sport (piscine, palestre, campi da tennis) e per lo svago (il teatro, il viale pedonale)
  • le aree verdi, sia all’interno della città sia nell’immediata periferia
  • le abitazioni per gli operai
  • le abitazioni per gli impiegati
  • le abitazioni per i dirigenti
  • gli edifici con finalità per così dire “auto celebrative” della fabbrica: la torre panoramica a forma di “T”, iniziale del nome del paese, e soprattutto il CID.

Torviscosa è una cittadina che, nonostante sia molto più recente rispetto ad altre realtà presenti all'interno dell'UTI Agro Aquileiese, ha sicuramente molto da mostrare e da raccontare.

fonti:

https://www.moduscc.it/i-blog/nostalgie-di-torviscosa-15632-240216/

http://www.cid-torviscosa.it/

Pagina pubblicata Lunedì, 28 Agosto 2017 - Ultima modifica: Venerdì, 23 Febbraio 2018

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